L'Importanza strategica del suolo negli equilibri ambientali

Nonostante sia concettualmente sbagliato, da sempre, svincolare l'agricoltura dall'ambiente, si continua ancor oggi a discutere secondo posizioni antitetiche che traggono origine da scuole di pensiero che promulgano il predominio dell'ambiente sull'uomo l'una, la supremazia dell'uomo sull'ambiente l'altra. In realtà, si è sostanzialmente portati a trascurare il concetto etico secondo cui la natura e l'ambiente traggono o perdono valenza in funzione delle scelte dell'uomo, dell'uomo-agricoltore nello specifico.
Frequentemente, tuttavia, le scelte operate nel settore agroambientale non sono state adeguate ai canoni del rispetto e la tutela dell'ambiente. L'"Agenda 21", documento ufficiale della Conferenza della Nazioni Unite su "Ambiente e Sviluppo" (Rio de Janeiro 2-14/6/1992) definisce l'agricoltore "steward" delle risorse naturali (cp. 32), contribuendo a ripristinare il suo ruolo originale di "custode dell'ambiente", per molti versi disconosciuto nel recente passato. Dai primi anni '90 ad aggi è andato sviluppandosi il concetto di "ecocompatibilità e sostenibilità" fino a diventare l'asse su cui ruotano non solo le misure di protezione ambientale, ma anche gli indirizzi e le prospettive della politica agraria internazionale. L'agricoltura può essere definita ecocompatibile ed economicamente sostenibile se i criteri di gestione vertono sullo sfruttamento razionale delle risorse naturali, sul recupero, mantenimento ed ottimizzazione della fertilità del suolo in termini di rispetto degli equilibri biologici, chimici e fisici.
Ed è proprio in questa ottica che la s.o.p. di Gorizia ha orientato l'attività scientifica, imperniando le ricerche sull'importanza strategica che il suolo riveste negli equilibri ambientali, ponendo in risalto le specifiche funzioni di sostegno e di substrato per la crescita delle piante, di filtraggio e depurazione delle acque che ravvenano le falde, di modulatore dei cicli biogeochimici degli elementi.
La conoscenza delle realtà pedologica in cui si opera e la valutazione della qualità del suolo rappresenta l'elemento fondamentale di qualsivoglia approccio metodologico in campo agroambientale.

L'attività scientifica segue essenzialmente quattro filoni di ricerca e sperimentazione.

1) Conoscenza delle realtà pedologica e valutazione della qualità del suolo

Rappresentano gli elementi fondamentali di qualsivoglia approccio metodologico in campo agroambientale. Nel contesto del mercato unico europeo, i prodotti agricoli nazionali devono acquistare competitività attraverso la riduzione dei costi di produzione e il miglioramento qualitativo. Questi obiettivi possono essere perseguiti utilizzando anche la valutazione attitudinale dei suoli che, come dimostrato in diversi comprensori agricoli italiani, consente di delimitare le aree più vocate alle produzioni di pregio. Nel periodo in cui venivano messe a punto in Italia le procedure di valutazione attitudinale e le modalità per la loro implementazione nei sistemi informativi geografici, a livello internazionale sono state consolidate le basi concettuali e le modalità operative dell'analisi geostatistica e della logica fuzzy. L'integrazione tra queste metodologie e la valutazione attitudinale è un argomento attuale nella scienza del suolo perché potrebbe permettere di migliorare la pianificazione d'uso del suolo secondo un approccio quantitativo non riduzionistico. Valutazione attitudinale e nuovi approcci logici e statistici vanno, tuttavia, testati e validati. Ed è per l'appunto uno studio che verte sull'approccio geostatistico l'argomento di ricerca e sperimentazione che viene proposto nella scheda di nuova impostazione "Studio metodologico sull'adozione combinata di analisi geostatistica e logica fuzzy nella valutazione attitudinale del suolo in ambiente collinare" (responsabile il dr. G. Bragato). Lo studio di fattibilità potrebbe essere effettuato nell'ambito della zona collinare del Friuli -Venezia Giulia orientale, zona particolarmente vocata alla vitivinicoltura di qualità, ma poco caratterizzata dal punto di vista pedoclimatico. I risultati che si otterranno, da una parte valideranno nuovi protocolli per la valutazione attitudinale del suolo, dall'altra potranno essere estrapolati dall'ambiente collinare circostante e utilizzati nell'ambito di progetti integrati transfrontalieri che coinvolgano la vicina Slovenia.
Il DGLS 11 maggio 1999, n. 152, nello stabilire le disposizioni generali sulla tutela delle acque, recepisce anche la direttiva 91/676 CEE, relativa alla protezione delle stesse dall'inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole.
A tal riguardo, la sezione di Gorizia collabora al progetto di interesse regionale "Adeguamento delle disposizioni del DL 152/99 concernente il recepimento delle direttive UE 91/271 e 91/676 da parte dell'Amministrazione Regionale del Friuli Venezia Giulia", riportato nella scheda riguardante l'attività straordinaria (responsabile dr.ssa L. Leita). In considerazione della necessità di intervenire tempestivamente nell'adeguamento al decreto, l'obiettivo principale del progetto è il predisporre strumenti per la definizione della vulnerabilità del territorio regionale in relazione alla presenza di nitrati e fitofarmaci, utilizzando e valorizzando le conoscenze e le competenze attualmente disponibili in Regione.
In particolare, la proposta si prefigge di raggiungere i seguenti obiettivi:
- riunire tutte le informazioni attualmente disponibili di carattere agronomico, ambientale e sanitario inerenti la problematica dei nitrati e dei fitofarmaci per poter ricostruire un quadro sintetico agroambientale a livello regionale;
- produrre una carta a scala di riconoscimento che definisca in prima approssimazione le aree vulnerabili;
- proporre programmi di azione ed il codice di buona pratica agricola riferiti alla realtà produttiva ed ambientale della Regione, per altro previsti dalla normativa nazionale;
- fornire un prodotto divulgativo ( programmi di formazione ed informazione) che evidenzi sia gli aspetti di sensibilità e vulnerabilità dell'area di pianura in funzione dei differenti sistemi colturali.
- Il gruppo di lavoro per la realizzazione del progetto vede il coinvolgimento delle Direzioni Regionali all'Agricoltura, Ambiente e Sanità, Università di Udine e Trieste, Centro di Ecologia Teorica ed Applicata, Servizio Agricoltura-Aziende Sperimentali e Divulgative della Provincia di Pordenone, Ente Regionale per lo Sviluppo Agricolo.
- Parte dell'attività straordinaria per il prossimo triennio (V. scheda) prevede indagini di caratterizzazione dei suoli barenali, in particolare su "Barene naturali e barene artificiali - un approfondimento delle caratteristiche pedologiche alla luce del problema della colonizzazione vegetale" (responsabile dr.ssa L. Leita). Nell'ambito dei vari interventi progettati ed in parte già avviati per il recupero morfologico della Laguna di Venezia, a supporto delle indagini vegetazionali e pedologiche condotte sulle barene naturali ed artificiali può risultare utile approfondire le conoscenze già emerse con una più attenta valutazione della componente suolo. Si tratta infatti di una componente fondamentale per quanto riguarda lo sviluppo vegetazionale con particolare riferimento soprattutto al problema della colonizzazione delle strutture artificiali. Il problema dell'evoluzione delle barene artificiali dopo la loro realizzazione, con particolare riferimento ai fenomeni di costipazione e conseguente abbassamento della quota, è infatti connesso con la natura dei sedimenti di fondo (quelli del fondale che ospita la struttura artificiale) e di quelli messi a dimora. L'indagine di cui si riferisce è un approfondimento che verrà condotto a termine dei recenti studi condotti sulla barena artificiale Fossei Est (Valle Millecampi - Laguna Sud) e consisterà nell'esecuzione di una serie di analisi fisico-chimiche e chimiche per la valutazione delle caratteristiche granulometriche, ma soprattutto della quantità e qualità della sostanza organica e la distribuzione degli aggregati. Tale impegno ha non solo lo scopo di allargare lo screening delle indagini pedologiche sui suoli barenali artificiali, ma di ricomporre il quadro delle informazioni esistenti su questo tema per la Laguna di Venezia e provenienti, come detto sopra, da numerose indagini eseguite in tempi e modi diversi. La linea guida per inquadrare il problema delle barene artificiali e della loro evoluzione morfologica, pedologica e vegetazionale, passa obbligatoriamente per la omogeneizzazione delle informazioni già esistenti con una sorta di "schedatura" che comprenda e normalizzi tutti i dati esistenti e li renda validi, leggibili ed utilizzabili per tutta la serie degli interventi in progetto e da progettare barene artificiali a buon livello di inserimento ambientale, dato che il materiale costitutivo origina da siti spesso differenti, caratterizzati da granulometrie e composizione chimica variabile da intervento ad intervento.

2) Valorizzazione delle risorse naturali che contribuiscono alla fertilità e tutela della qualità del suolo

L'importanza delle sostanze umiche, della componente biotica del terreno in campo nutrizionale e la loro potenzialità nel settore ambientale rappresentano un importante settore di ricerca che comprende la caratterizzazione chimico-fisica delle sostanze umiche mediante tecniche di ultrafiltrazione, HPLC, elettroforesi capillare e la ricerca sulle funzioni nutrizionali ed ambientali delle sostanze umiche, con particolare riguardo allo studio delle dinamiche di metallo-complessazione. A tal proposito, la scheda in atto 11/98 prevede lo studio dei processi cinetici e termodinamici relativi all'interazione di sostanze umiche con micronutrienti ed elementi indesiderati. In accordo con l'impostazione cronologica riportata nella scheda, indagini chimico analitiche hanno permesso di individuare che, tra le tecniche classiche, la voltammetria può fornire risultati attendibili ed esaustivi, in termini termodinamici e cinetici, nello studio del processo di complessazione metallo-organica. Risultati preliminari sulla determinazione della capacità di complessazione delle frazioni organiche hanno messo in rilievo come la frazione caratterizzata da P.M.A. compresa tra 1 e 10 kDA sia la più attiva, probabilmente per una più adeguata stericità dei gruppi funzionali di legame. Indagini sulla valutazione delle capacità complessante di alcune frazioni umiche nei riguardi del ferricianuro, sostanza di particolare interesse nella valutazione della contaminazione di terreni limitrofi ad aree industriali, hanno evidenziato la forte affinità chimica della sostanza organica nei riguardi del complesso ferricianico. Risultati preliminari su campioni analizzati alla luce di sincrotrone sulla caratterizzazione del legame ferro-umico hanno messo in rilievo la formazione di clusters (n. medio di coordinazione 4) con distanza interatomica di 2,8A°.
Durante il secondo anno, l'attività di ricerca è stata incentrata sullo studio di approfondimento delle interazioni cianoferriche con componenti umiche a differente taglio molecolare. In particolare, si è provveduto a preparare e purificare le frazioni umiche a cut-offs: 1-10,30,50,100,300 kDa, mediante ultrafiltrazione e flusso tangente e successiva dialisi. I risultati ottenuti dalle analisi spettrofotometriche ed elettrochimiche hanno permesso di confermare la maggior capacità complessante nella frazione umica caratterizzata da PMA 1-10 kDa, mentre la stabilità relativa termodinamica maggiore pare essere addotta al complesso formatosi tra ferri / ferro cianuro e frazione umica a PMA compreso tra 50 e 100 kDa.
Un ulteriore risultato interessante è stato ottenuto dalle analisi elettrochimiche che hanno permesso di rilevare che, contrariamente alle aspettative, il processo di complessazione non avviene tramite il rilascio di un gruppo ciano-labile, in posizione assiale all'ottaedro strutturale. In realtà, è ragionevole supporre che il processo di complessazione avvenga essenzialmente in seguito a distorsioni steriche del complesso ferro-ferri ciano e le molecole umiche. Tale distorsione sterica porterebbe ad una maggior esposizione dei domini di legame.
Sono in corso analisi per lo studio dei meccanismi di complessazione tra ferro e sostanze umiche.
- L'argomento di ricerca inerente lo studio sul ciclo e riciclo dei microelementi nutritivi e non, con particolare riguardo alle interazioni con la componente biotica che potrebbe interferire sui processi di immobilizzazione e rilascio di micronutrienti e contaminanti viene sviluppato in ambito del progetto finalizzato PANDA. Sulla base dei risultati ottenuti dalle ricerche effettuate durante il precedente triennio di sperimentazione, che ha permesso di produrre una decina di lavori internazionali e tre nazionali, ci si propone di ampliare ed approfondire lo studio sui meccanismi chimico-biologici che modulano gli equilibri di mobilizzazione/immobilizzazione degli elementi indesiderati in terreni ammendati con biomasse di recupero. A tale fine vengono studiate la frazione chemio-disponibile di elementi tossici in terreni ammendati, l'effetto dell'applicazione al terreno di biomasse di recupero e le relazioni esistenti tra frazioni chemiodisponibili ed i parametri quali-quantitativi della componente microbiologica del suolo. Scopo della ricerca è la valutazione della reale biodisponibilità dei metalli indesiderati in terreni ammendati con biomasse di recupero e la proposta di criteri di valutazione vincolati a naturali parametri biologici, più che a metodologie estrattive. La frazione biodisponibile di elementi indesiderati viene quindi determinata mediante lo studio delle correlazioni tra frazioni chemio-disponibili ed i parametri quali-quantitativi della componente microbiologica del terreno. Per tale piano di ricerca si prevede la caratterizzazione del suolo e delle matrici organiche ed il perfezionamento e messa a punto di metodologie analitiche correnti ed innovative.

3) Valorizzazione e razionalizzazione di sostanze esogene

L'utilizzo del compost di qualità in agricoltura rappresenta una strategia di sostenibilità delle risorse, ponendosi quale valida alternativa all'impiego di materiale organico difficilmente rinnovabile. In Italia il recepimento delle direttive CEE 91/156 (in materia di rifiuti), 91/689 (rifiuti pericolosi) e 94/62 (direttiva sugli imballaggi), ha portato alla pubblicazione del D.L. n° 22 (5-2-97), meglio conosciuto come Decreto Ronchi. La filosofia che ha ispirato il Decreto Ronchi ed il Decreto del Ministero dell'Ambiente del 5 febbraio (pubblicato sul Suppl. Ord. alla G.U. n..88 del 16 aprile 1998), presenta aspetti innovativi di carattere agroambientale. Una importante novità consiste nella nuova concezione di prodotto di scarto che, in virtù di peculiarità specifiche, viene proposto come risorsa agroambientale. Di conseguenza, il riciclo dei prodotti di scarto dovrebbe contribuire a sostituire lo smaltimento in discarica, limitato progressivamente fino ad essere almeno in teoria eliminato nei prossimi anni dal provvedimento legislativo. La tecnica di trattamento dei rifiuti organici che meglio si presta al loro riciclo è quella del compostaggio. L'attuazione dei provvedimenti legislativi in tema di rifiuti porterà come conseguenza ad un aumento quantitativo e qualitativo di substrati compostati da utilizzare in agricoltura. E' pertanto prevedibile che sarà maggiormente avvertita l'esigenza di metodologie analitiche di facile e rapida esecuzione, economiche, ma allo stesso tempo di comprovata validità scientifica che possano essere utilizzate per la valutazione della qualità dei substrati compostati. Questo per gli importanti effetti esercitati dalla qualità della sostanza organica apportata al suolo sulla fertilità del terreno.
- I risultati della scheda di ricerca conclusa 3/97 hanno evidenziato la validità dei parametri microbiologici per la caratterizzazione del processo di compostaggio e la valutazione del livello di stabilizzazione del prodotto finale. Si ritiene pertanto opportuno approfondire questa tematica di ricerca nella convinzione che la componente microbiologica rappresenti l'elemento chiave per la definizione del livello di maturità dei compost. La scheda di nuova impostazione "Parametri microbiologici innovativi per la valutazione della stabilità di matrici organiche compostate" (responsabile dr. C. Mondini) propone uno studio di ricerca che prevede gli approfondimenti conoscitivi riportati.
- Un ulteriore campo di studio riguarda la razionalizzazione dell'impiego di sostanze biostimolanti.
L'efficienza dell'azione biostimolante dei prodotti chirali è in rapporto anche al loro grado di racemizzazione. La ricerca proposta nella scheda in atto 12/98 verte sullo studio della qualità degli idrolizzati proteici e del loro potenziale nutritivo. E' noto che tali sostanze contengono proteine, peptidi ed amminoacidi prodotti essenzialmente mediante idrolisi chimica, talvolta integrata da quella enzimatica, di carnicci animali o spoglie vegetali. Dal punto di vista chimico, gli indispensabili processi produttivi di idrolisi acida e basica delle matrici animali e vegetali, potrebbero ragionevolmente portare alla racemizzazione sia degli amminoacidi liberi, che di quelli strutturali che compongono la matrice polipeptidica o proteica, con conseguente compromissione del potenziale nutritivo. Ad oggi poco si conosce sia sulle metodiche analitiche che portano ed individuare e caratterizzare i composti enantiomerici del racemo, che sulla dinamica di racemizzazione. Lo studio metodologico e chimico analitico sulla separazione enantiomerica di miscele racemiche è molto complesso ed ha fornito risultati non sempre riproducibili. Va da sé, quindi, che appare necessario poter individuare e mettere a punto una procedura analitica attendibile che possa rappresentare uno strumento valido per la caratterizzazione degli idrolizzati proteici e, soprattutto, per la stima della effettiva capacità nutrizionale.

4) Studio e proposizione di metodiche analitiche innovative

L'attività proposta nella scheda di nuova impostazione "Studio della valutazione dell'attività enzimatica endo ed esocellulare" (responsabile dr. F. Fornasier) prevede la ricerca e la messa a punto di una procedura analitica che porti alla discriminazione dell'attività enzimatica endo ed esocellulare. Infatti, tra i markers ambientali utilizzati per la valutazione dello status del suolo, quelli biologici e biochimici forniscono indicazioni utili ed attendibili. In particolare, la determinazione della biomassa microbica e della sua attività, l'indice di attività enzimatica totale (idrolisi FDA) e specifica, quale quella ureasica e fosfatasica, del terreno rappresentano i parametri più frequentemente adottati.
Tuttavia, per una maggior comprensione dei fenomeni biologici legati alla valutazione della status della fertilità del suolo, appare importante poter discriminarne, nell'ambito dell'attività enzimatica, il contributo imputabile all'attività della biomassa microbica (componente biotica) e quella invece dovuta agli enzimi esocellulari essenzialmente legati alle superfici colloidali del suolo (componente abiotica).
La determinazione dell'attività enzimatica dovuta al pool biologico del suolo e la verifica delle relazioni che potrebbero emergere dalla ricerca proposta potrebbero rappresentare un importante step nella comprensione e validazione degli indici ambientali biologici. Non pare trascurabile, la proposizione di un nuovo metodo di analisi rapido ed attendibile.

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    Ecological Summit, Copenhagen, 19-23/08.
  • Mondini C., Sanchez-Monedero M.A., Leita L., Bragato G. and De Nobili M. (1996).
    L'azoto reattivo alla ninidrina ed il carbonio della biomassa microbica come parametri per la valutazione della stabilità dei compost essiccati.
    Atti XIV Convegno Nazionale SICA, Rimini 25-27/09, pp. 273-282.
  • Bragato G. e Mori A. (1997).
    Studio di frazioni umiche del suolo mediante elettroforesi capillare.
    Convegno annuale SISS, Roma 2-5/6, pp. 95-101.
  • Leita L., Catalano L. e De Nobili M. (1997).
    Studio voltammetrico sulla complessazione Fe-sostanze umiche di basso peso molecolare.
    Convegno annuale SISS, Roma 2-5/6.
  • Mondini C., Muhlbachova G., Marchiol L., Cantone P., Del Zan F., De Nobili M. e Leita L. (1997).
    Fertilizzazione minerale ed organica: influenza sulle proprietà biologiche del terreno e sulla disponibilità di Zn, Cd, Cu, Ni, Pb.
    Convegno annuale SISS, Roma 2-5/6, pp. 233-242.
  • Bragato G., Lulli L. e Castrignanò A. (1997).
    Coregionalization analysis of some soil factors related to the occurrence of Tuber melanosporum in an experimental truffle bed.
    XIII International Symposium on Environmental Biogeochemistry. Settembre 21-26, Bari.
  • Cantone P., Mondini C. e Leita L. (1997).
    Applicazione della spettroscopia di fissione al plasma (ICP-AES) per la misura del WSOC (water soluble organic carbon) in matrici organiche qualitativamente differenti.
    Atti XV Convegno Nazionale SICA, Viterbo 30/09-2/10, pp. 365-369.
  • Castrignanò A. e Bragato G. (1997).
    Applicazione di recenti tecniche geostatistiche nello studio della interrelazione tra proprietà del suolo e presenza del tartufo nero pregiato.
    Congresso Nazionale della Regione Italiana dell'International Biometric Society, Pavia 22-24/09, pp. 93-95.
  • Catalano L., Leita L. e De Nobili M. (1997).
    Indagine sulla formazione dei complessi Fe-sostanze umiche mediante voltammetria ciclica.
    Atti II convegno nazionale del capitolo italiano dell'IHSS. Udine 12-13/12/1996, pp. 13-17.
  • Di Monte G., Rea E., Pierandrei F., Cantone P. (1997).
    Dinamica dell'assorbimento dei microelementi in gerbera allevata su substrato.
    Atti XV Convegno Nazionale SICA, Viterbo 30/09-2/10, pp. 277-283.
  • Fornasier F., De Nobili M., Mondini C. e Leita L. (1997).
    Effetto della somministrazione di liquami suini sulla biomassa microbica e sulla qualità della sostanza organica del terreno.
    Atti XXXI Convegno annuale S.I.A., Giugno 24-26, Milano.
  • Franco I., Leita L., De Nobili M. and Mondini C. (1997).
    Relations between metals and biological parameters in soil of Strontium mine area.
    Proc. of Fourth International Conference on the Biogeochemistry of Trace Elements. Berkley, 23-26 Giugno, pp. 61-62.
  • Franco I., Catalano L., Contin M , De Nobili M. e Leita L. (1997).
    Adsorbimento e deadsorbimento di un olio lubrificante da parte dei componenti organici ed inorganici del suolo: azione tampone, selettività ed implicazioni nel trasporto degli inquinanti.
    Atti XV Convegno Nazionale SICA, Viterbo 30/09-2/10, pp. 113-119.
  • Franco I., Leita L., Mondini C., Contin M. e De Nobili M. (1997).
    Implicazioni biologiche della disponibilità di Sr in terreni di un'area mineraria.
    Atti XV Convegno Nazionale SICA, Viterbo 30/09-2/10.
  • Leita L., Mondini C., Franco I., Figliolia A., Simoni A. and Sequi P. (1997).
    Investigation on Pb, Zn and Cd contents in xylem sap, leaves and grapes of vineyard in smelting refinering area.
    Proc. of Fourth International Conference on the Biogeochemistry of Trace Elients. Berkley 23-26 Giugno, pp. 197-198.
  • Marchiol L., Mondini C. Leita L. and Zerbi G. (1997).
    Changes in soil and leachate properties following the application of urbane waste compost.
    International Conference on Water Management, Salinity and Pollution Control towards Sustainable Irrigation in the Mediterranean Region. Bari 22-26 Settembre, pp. 227-239.
  • Marchiol L., Peressotti A., Mondini C., De Nobili M., Leita L. and Zerbi G. (1997).
    Municipal waste compost utilization in landfill aftercare.
    Sardinia 97, Sixth International Landfill symposium, Cagliari 13-17 Ottobre, pp. 335-342.
  • Mondini C., Sanchez Monedero M.A., Roig A., De Nobili M. and Leita L. (1997).
    Microbial biomass C and available elients in soil amended with composts of different degree of stabilization.
    (1997). XIII International Symposium on Environmental Biogeochemistry. Bari 21-26 Settembre.
  • Mondini C., Leita L., Marrazzo M.T., Contin M. e De Nobili M. (1997).
    Effetto dell'essiccamento-riumidificazione sul contenuto di biomassa microbica di compost e terreni.
    Atti XV Convegno Nazionale SICA, Viterbo 30/09-2/10, pp. 155-162.
  • Mori A. e Leita L. (1997).
    Caratterizzazione di materiale polipeptidico in tessuti radicali di Pisum mediante elettroforesi capillare.
    Atti XV Convegno Nazionale SICA, Viterbo 30/09-2/10.
  • Catalano L., Mori A., Franco L., De Nobili M. e Leita L. (1997).
    Formazione e caratterizzazione di complessi Fe-umato di differente peso molecolare.
    III Convegno Nazionale Sezione Italiana I.H.S.S. "Le sostanze umiche nei cicli biogeochimici: il loro ruolo nei sistemi naturali e antropici", Bologna 17-18 dicembre.
  • Franco I., De Nobili M., Leita L. (1997).
    Modificazioni nell'adsorbimento di composti organici xenobiotici in un suolo trattato con acidi umici da leonardite.
    III Convegno Nazionale Sezione Italiana I.H.S.S. "Le sostanze umiche nei cicli biogeochimici: il loro ruolo nei sistemi naturali e antropici", Bologna 17-18 dicembre.
  • Muhlbachova G., Mondini C. e Leita, L. (1997).
    Vliv aplikace prumyslovych kompostu na biologické vlastnosti a na pohyb tezkych kovu v pude (Elementi indesiderati in ecosistemi agricoli).
    Sbornik. Praha, ottobre 1997.
  • Mondini C, Cantone P., Marchiol L., Franco I., Figliolia A., Leita L. (1998).
    Relationship of available nutrients with organic matter and microbial biomass in MSW compost in amended soil.
    Int. Workshop on: Improved crop quality by nutrient management: Bornova, Izmir - Turkey Sept.28-Oct.1.
  • Biondi F.A., Di Dio C., Leita L., Socciarelli S., Figliolia A. (1998).
    Effects of Cu and Zn added to an agricultural soil in laboratory open system and in mitcherlich pots.
    Int. workshop on: Improved crop quality by nutrient management. Bornova, Izmir - Turkey Sept. 28-Oct.1.
  • Santi C., Mondini C., D'Acqui L.P., Leita L., Ristori G. (1998).
    The effect of organic matter oxidation by low temperature ashing (LTA) on the rate of water uptake by soil aggregates.
    Int. Symp. Humic Substances - Adelaide (Australia).
  • Leita L., De Nobili M., Catalano L., Mori A., Fonda E., Vlaic G. (1998).
    Complexation of iron-cyanide3 by humic substances.
    Int. Symp Humic Substances - Adelaide (Australia).
  • Leita L., Sequi P. (1998).
    Utilizzo di biomasse in agricoltura: prospettive in ambito europeo.
    Atti Convegno "Impatto ambientale di metalli pesanti ed elementi in tracce: percezioni o realtà" - Cremona 11 sett.1998.
  • Vischetti C., Marucchini C., Casucci C., Porzi G., Leita L. (1998).
    Identificazione di un prodotto di trasformazione del metamitron nel terreno.
    XVI Convegno Nazionale SICA - Ravello 30/09-2/10.
  • Bragato G., De Siena C., Nicolini G., Leita L. (1998).
    Confronto tra i parametri di umificazione DH, HI e HR nei suoli del plateau alpino del Monte Bondone (Trento).
    XVI Convegno Nazionale SICA - Ravello 30/09-2/10.
  • Micciulla O., dell'Abate M.T., Mondini C., Leita L., Benedetti A. (1998).
    Effetto a breve termine dell'ammendamento con compost da residui solidi urbani sulla disponibilità azotata in ambiente mediterraneo.
    XVI Convegno Nazionale SICA - Ravello 30/09-2/10.
  • Mori A., Govi M., Leita L., Ciavatta C., Gessa C. (1998).
    Caratterizzazione di amminoacidi in idrolizzati proteici mediante elettroforesi capillare.
    XVI Convegno Nazionale SICA - Ravello 30/09-2/10.
  • Mondini C., Cantone P., Lupieri I., Jodice R., Crespan G., Colugnati G., Leita L. (1998).
    Effetti di ammendanti da differenti matrici organiche sulla fertilità chimica e biologica del terreno.
    XVI Convegno Nazionale SICA - Ravello 30/09-2/10.
  • Bragato G., Lulli L., Castrignanò A., Bencivenga M. (1999).
    Regionalization analysis of some soil factors related to Tuber melanosporum production in an experimental truffle bed.
    Vth International Congress Science and Cultivation of Truffle. Aix on Provence, 4-6 March.
  • Leita L., Mondini C., Cantone P. (1999).
    Problemi del controllo degli elementi indesiderati.
    Osservatorio Nazionale Permanente per i Fertilizzanti - Giornata di Studio - Pietrasanta (Lucca), 19 marzo.
  • De Nobili M., Bragato G., Mori A. (1999).
    Molecular size distribution of humic substances: a comparison between size exclusion chromatography and capillary electrophoresis.
    "Northcastern Seminar on Humic Substances III°. Boston 21-22 marzo pp 101-106.
  • Leita L., Franco I., Mondini C., Contin M., Cantone P., De Nobili M. (1999).
    Caratterizzazione biologica e mobilizzazione di Sr in suoli di un'area mineraria.
    V Congresso Nazionale di Chimica Ambientale - Problematiche ambientali in ecosistemi marini e terrestri. Lerici, 8-11 Giugno.
  • D'Acqui L.P., Mondini C., Santi C., Fornasier F., Leita L., Ristori G.G. (1999).
    Preliminary investigation on the role of organic matter on the rate of wetting in some italian "terra rossa" soils.
    6th International Meeting on Soils with Mediterreanean Type of Climate. Barcelona 4-9 July 1999. pp. 25-27.
  • Mondini C., Leita L., Vida E., De Nobili M. (1999)
    Microbial biomass C and ninhydrin-reactive N as parameters to characterize compositing process.
    ORBIT 99. Organic Recovery & Biological Treatment. Proceeding of the International Conference ORBIT 99 on Biological Treatment of Waste and the Environment. Part I. Weimar (Germania), 2-4 settembre . pp 107-110.
  • Marchiol L., Mondini C., Leita L., Zerbi G. (1999).
    Germinazione di essenze erbacee in suoli antropogenici.
    XXXIII Convegno annuale S.I.A. Padova 20/09-23/09.
  • Franco I., Del Pin A., Leita L., De Nobili M. (1999).
    Abbattimento della contaminazione da idrocarburi in ambiente marino mediante adsorbimento su torbe di sfango. XVII Congresso nazionale S.I.C.A. Portoferraio (LI) 28/09-01/10.
  • Nyareza J., Mori A., Bragato G., De Nobili M. (1999).
    Studio del comportamento delle sostanze umiche: confronto tra HPLC-SEC ed elettroforesi capillare.
    XVII Congresso nazionale S.I.C.A. Portoferraio (LI) 28/09-01/10.
  • De Nobili M., Mondini C., Catalano L. and Leita L. (1999)
    Response of microbial biomass to drying and rewetting events during compositing.
    International Compositing Symposium. Halifax, Canada, 19-23 settembre.
  • Catalano L., Chiumenti R., Da Borso F., Bragato G. and D Nobili M. (1999)
    Compositing of olive husks: effect of process type and inoculation on the amount and quality of humic materials.
    International Compositing Symposium. Halifax, Canada, 19-23 settembre.
  • Leita L. (1999)
    Metalli pesanti nel terreno: metodologia analitica e problematiche ambientali a confronto.
    Conferenza organizzativa: inquinamento del suolo da metalli pesanti. Sassari, 6-7 maggio.
  • Bragato G. (1999).
    Le procedure operative della geostatistica univariata.
    Convegno su: Strumenti informatici e statistici per la valutazione delle risorse agroambientali. Palazzo Florio, Sala delle Colonne Udine 24-25 novembre.
  • Mondini C. (1999)
    Microbial characterization of compositing process.
    I Giornata Nazionale COST Action 831. Roma 14 dicembre.