Nozioni di base sul campionamento
Un corretto campionamento eseguito sul campo è essenziale per ottenere risultati affidabili nelle successive fasi analitiche. Il campionamento ha l’obiettivo di:
- Verificare la conformità dell’alimento alla normativa vigente onde prevenire rischi per la salute pubblica (tossinfezioni o intossicazioni per presenza di patogeni, tossine o sostanze tossiche);
- Proteggere gli interessi dei consumatori;
- Tutelare la commercializzazione dei prodotti
Il campionamento è da considerarsi come la prima fase dell’esame microbiologico, in quanto, anche se operativamente non rientra nelle operazioni dell’esame vero e proprio, sicuramente ne condiziona l’esito. Al fine di eseguire un campionamento corretto, bisogna evitare i seguenti errori principali:
- Campione Non Statisticamente rappresentativo, secondo l’Art. 8 del D.P.R. 26 MARZO 1980 N. 327: “Il numero delle Unità Campionarie (UC) prelevate non è statisticamente significativo e il risultato ottenuto non permette di formulare un giudizio globale sulle condizioni igienico - sanitarie dell’intero lotto di appartenenza;
- Eventuali contaminazioni del prodotto oggetto di campionamento.
Per ovviare a questo tipo di problema, bisogna:
- effettuare operazioni in ambienti chiusi, non ventilati e con superfici lavabili;
- utilizzare attrezzature sterili;
- tra un campionamento e l’altro, procedere alla sterilizzazione mediante flambatura, bollitura o autolavaggio degli utensili, oppure utilizzare utensili di campionamento monouso
- il personale addetto al campionamento dovrà essere dotato di un corredo strumentale minimo, tale da permettere le operazioni di campionamento secondo le regole dell’asepsi.
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